

Gli attentati dell'11 settembre 2001, furono una serie di attacchi suicidi di natura terroristica attuati contro gli Stati Uniti d'America avvenuti l'11 settembre 2001;si tratta della tragedia più documentata di sempre, ma anche di una delle più controverse, avendo alimentato polemiche crescenti e senza precedenti- sia negli Stati Uniti, sia nel resto del mondo - circa la ricostruzione dei fatti e l'individuazione delle responsabilità correlate.
Il volo 11 dell'American Airlines, operato con un Boeing
767-223ER
(N334AA) la mattina dell'11 settembre 2001, alle 07.59 ora locale,
partì dalla pista 4R dell'Aeroporto Internazionale Logan di
Boston, Massachusetts, per un volo di 5 ore diretto a Los Angeles,
California.
A bordo del velivolo c'erano 81 passeggeri (compresi 5 attentatori), 9
assistenti di volo e 2 piloti.
Poco dopo il decollo il volo 11 scomparve dagli schermi radar della FAA
(Federal Aviation Administration) e smise di rispondere alle chiamate
radio dei controllori del traffico aereo.
Alle 08.24, il pilota di un altro velivolo, il volo 175 della United
Airlines, riportò sulle frequenze radio del controllo del
traffico aereo: "abbiamo sentito una trasmissione sospetta in fase di
decollo da BOS. Sembrava qualcuno che avesse attivato il microfono e
detto a qualcuno di restare seduto al suo posto".
Meno di 90 secondi dopo, il volo 175 avrebbe subito la stessa sorte.
Alle 08.45 il velivolo fu portato a schiantarsi tra l'80° e il
90° piano della torre nord del World Trade Center Plaza, nel
distretto finanziario di New York.
L'aereo colpì l'edificio ad una velocità di circa
350 nodi (circa 650 Km/h). Fu questo a causare, insieme all'ingente
quantitativo di carburante a bordo del
velivolo, i danni strutturali che portarono, 104 minuti più
tardi, al collasso dell'edificio. Erano le 10.29 ora locale.

Il volo 175 della United Airlines, operato con un Boeing
767-222
(N612UA), la mattina dell'11 settembre 2001, alle 08.14 ora locale,
decollò dalla pista 9 dell'Aeroporto Internazionale Logan di
Boston, Massachusetts per un volo di 5 ore diretto a Los Angeles,
California.
A bordo del velivolo c'erano 56 passeggeri (compresi 5 attentatori), 7
assistenti di volo e 2 piloti.
Poco dopo il decollo, pochi attimi dopo che il suo equipaggio aveva
riferito all'ARTCC (Air Route Traffic Control Center) di Boston le
trasmissioni radiosospette di un altro aeromobile, il volo 175
scomparve dagli schermi radar della FAA (Federal Aviation
Administration) e smise di rispondere alle chiamate
radio dei controllori del traffico aereo.
Alle 09.03, mentre centinaia di telecamere inquadravano il complesso
del World Trade Center, il velivolo si schiantò tra il
65° e il 75° piano della torre sud del WTC. Le immagini
fecero il giro del mondo.
Come il volo American Airlines 11 otto minuti prima, anche per l'UA 175
fu stimata una velocità di impatto di 350 nodi (circa 650
Km/h). I danni strutturali causarono il collasso dell'edificio 47
minuti dopo l'impatto, alle 09.50.

Il volo 77 dell'American Airlines, operato con un Boeing
757-223
(N644AA), la mattina dell'11 settembre 2001, alle 08.10 ora locale,
decollò dalla pista 30 dell'Aeroporto Internazionale
Washington Dulles per un volo di 4 ore diretto a Los Angeles,
California.
A bordo del velivolo c'erano 58 passeggeri (compresi 5 attentatori), 4
assistenti di volo e 2 piloti.
Poco dopo il decollo il velivolo scomparve dagli schermi radar della
FAA (Federal Aviation Administration) e smise di rispondere alle
chiamate radio dei controllori del traffico aereo.
L'aereo invertì la rotta e si diresse verso Washington, D.C.
da nord, si abbassò di quota sopra la Casa Bianca, fece una
virata di 270°, e si diresse verso l'edificio del Dipartimento
della Difesa (il Pentagono), nella Virginia del nord.
Testimoni oculari dichiararono che l'aereo sradicò alberi e
lampioni mentre scendeva ad alta velocità, prima di colpire
la facciata sud-ovest del Pentagono.

Il volo 93 della United Airlines, operato con un Boeing
757-222
(N591UA) la mattina dell'11 settembre 2001, alle 08.01 ora locale,
decollò dall'Aeroporto Internazionale di Newark, vicino a
New York, per un volo di 5 ore diretto a San Francisco, California.
A bordo del velivolo c'erano 37 passeggeri (compresi 4 attentatori), 5
assistenti di volo e 2 piloti.
Diversamente dagli altri aerei coinvolti nell'attentato, il volo United
Airlines 93 procedette normalmente lungo la sua rotta per
più di un'ora e fu dirottato approssimativamente alle 09.35,
nei pressi di Cleveland, Ohio mentre saliva a 35.000 piedi di quota.
La rotta del velivolo fu cambiata per dirigersi, presumibilmente, verso
Washington, D.C. Gli investigatori ritengono che fosse diretto verso la
Casa Bianca o verso il Campidoglio. Tuttavia non raggiunse mai il suo
obiettivo.
Durante le prime fasi del dirottamento, pare che due assistenti di volo
furono uccisi nella parte anteriore del velivolo, mentre i restanti
passeggeri furono fatti spostare verso la coda. Durante tutto il
dirottamento, sembra che a questi passeggeri e all'equipaggio fu
permesso di utilizzare i telefoni cellulari e i sistemi telefonici di
bordo per comunicare con i propri cari.
La versione ufficiale sostiene che a bordo del velivolo vi fu una
votazione tra i passeggeri per decidere se obbedire ai dirottatori o
tentare di riprendere il controllo dell'aereo. Sembra che questa
seconda ipotesi vinse portando ad una colluttazione fra i passeggeri e
i dirottatori.
Forse non sapremo mai cosa successe realmente a bordo del volo United
Airlines 93, quello che è certo è che il velivolo
si schiantò al suolo, in un campo,nei pressi di Somerset, in
Pennsylvania.

Gli obiettivi primari degli attacchi dell'11 settembre furono
bersagli
con alto valore simbolico. Secondo la ricostruzione ufficiale dei
fatti, non vennero usati mezzi militari convenzionali per portarli a
termine: furono invece utilizzati quattro aerei di linea dirottati. Il
carburante presente nei serbatoi degli aerei li ha trasformati in
missili incendiari. Due di questi furono fatti collidere contro le due
Torri Gemelle (0,9 MB) del World Trade Center a New York,e il terzo
invece fu lanciato contro il Pentagono (sede del Ministero della Difesa
americano) ad Arlington (Virginia).
L'ultimo aereo è precipitato in un campo della Pennsylvania,
presso la città di Shanksville. Si suppone, secondo la
ricostruzione basata sui dati ufficiali,che i dirottatori volessero
farlo precipitare sul Campidoglio o sulla Casa bianca.
Le registrazioni della scatola nera confermano il tentativo di rivolta
dei passeggeri. Sul fortissimo schianto, così come sul
crollo rapidissimo dei grattacieli,sono state avanzate delle ipotesi
alternative rispetto a quelle fornite dalla versione ufficiale.
The sphere, scultura recuperata dalle rovine del World Trade Center e
riassemblata nel Battery Park di New York City Oltre alla perdita di
2.986 vite umane, andarono distrutti o furono gravemente danneggiati
diversi edifici, fra i quali le Torri Gemelle del World Trade Center
che crollarono nel giro di circa un'ora e mezza dopo gli impatti,
coinvolgendo nella distruzione cinque edifici limitrofi e cinque
stazioni della metropolitana. L'area, il cui sgombero completo ha
richiesto un lunghissimo tempo, è stata ribattezzata Ground
Zero.
I crolli degli edifici a New York hanno generato un'immensa nube di
detriti contenenti centinaia di composti tossici (amianto, mercurio,
piombo, ecc.)che ha investito buona parte della punta Sud dell'isola di
Manhattan, causando un grave inquinamento ambientale, i cui particolari
sono stati resi noti al grande pubblico solo a distanza di circa
quattro anni dall'evento. Fino a quel momento le agenzie governative
statunitensi avevano sottovalutato onascosto il rischio ambientale,
forse allo scopo di non causare ulteriore panico e di rendere
più spediti i soccorsi, lo sgombero delle macerie,il
ripristino delle normali attività della città
così gravemente ferita.
Anche parte della facciata del Pentagono colpita fu danneggiata e
crollò: la circostanza che la facciata colpita (situata al
lato opposto di quella occupata dai più alti funzionari e
ufficiali) fosse stata appena sottoposta a lavori di ristrutturazione -
e che pertanto era ancora sottoutilizzata e semivuota -ridusse di
parecchio il numero di vittime che l'impatto avrebbe potuto causare se
avesse colpito una delle altre quattro facciate del grande edificio.
Il gruppo terroristico denominato al-Qa'ida è stato
subito
individuato dall'Amministrazione del presidente George W. Bush e dagli
organismi investigativi americani come unico mandante ed organizzatore
del piano dei dirottatori che fecero precipitare gli aerei sul World
Trade Center di New York, ne indirizzarono un terzo sul Pentagono e
avrebbero preso il controllo del quarto, precipitato poi in
Pennsylvania, presso Shanksville.
La versione ufficiale è stata contestata in diversi suoi
aspetti e da più parti, anche da parte di numerosi parenti
delle vittime degli attentati.
Stando ai video e ai radio messaggi attribuiti a vario titolo ad Osama
Bin Laden, dopo aver negato in un primo tempo la propria
responsabilità negli attacchi,lo shaykh ha rivendicato,in
più occasioni, la paternità degli attentati.
Tuttavia, ancora oggi (settembre 2006), l'FBI, nell'avviso di ricerca
che riguarda il terrorista di origine saudita, non elenca gli attentati
dell'11 settembre tra i crimini che gli vengono ufficialmente
attribuiti.
A più riprese alcuni mass media hanno riportato notizie
secondo cui dei diciannove sospetti attentatori che l'FBI ha indicato
come dirottatori, alcuni risulterebbero essere ancora in vita.
Un esempio è Waleed M. Alshehri che,
secondo un articolo della BBC risalente ai giorni immediatamente
successivi agli attentati, si troverebbe in Marocco, a Casablanca, e si
proclama innocente. Queste incongruenze possono essere dovute a
omonimie,omofonie o al possibile uso di passaporti falsificati da parte
dei dirottatori. Nel caso di Alshehri, ricerche successive hanno
chiarito che la persona inizialmente identificata come Alshehri si
chiamava Walid al-Shri, e che la famiglia Alshehri ha confermato la
morte del familiare insieme con quella diun fratello, anch'egli
indicato come partecipante agli attentati.
Altri sostengono che le Torri Gemelle non sarebbero crollate solo per
conseguenza dell'impatto degli aerei e dei conseguenti incendi e
lesioni strutturali,ma che sarebbero stati utilizzati anche ordigni
esplosivi collocati negli edifici prima degli attentati.
Gli attentati dell'11 settembre segnarono l'inizio della guerra al terrorismo con l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'esercito degli StatiUniti nell'ottobre 2001 e la deposizione del governo talebano, che ospitava il leader di al-Qa'ida e campi d'addestramento e logistica di tale organizzazione.
Anche l'invasione dell'Iraq e la cattura di Saddam Husayn da
parte
delle forze anglo-americane nel 2003 sono state indicate dal
Governodegli Stati Uniti come operazioni rientranti nella "guerra al
terrorismo", sebbene non siano mai emersi collegamenti diretti tra il
regime iracheno e gli attentati dell'11 settembre.
L'8 settembre 2006, un rapporto ufficiale reso pubblico della
Commissione Servizi Segreti del Senato degli Stati Uniti ha affermato
che non ci sono prove di legami tra il regime di Saddam Husayn ed
al-Qa'ida. Secondo il documento del Senato statunitense, infatti, l'ex
Presidente iracheno diffidava di Osama Bin Laden, considerandolo una
minaccia al proprio regime e aveva respinto ogni richiesta di sostegno
da parte dell'organizzazione terroristica.
In particolare il rapporto - approvato anche con il voto favorevole dei
Senatori Repubblicani, tranne uno e censurato in alcuni punti -
sottolinea che,secondo una relazione della CIA dell'ottobre 2005 (due
anni dopo l'invasione dell'Iraq), il governo di Saddam Husayn "non ebbe
relazioni, non fornì supporto e neppure chiuse un occhio su
al-Zarqawi e sui suoi associati". Inoltre, sempre secondo il rapporto,
i servizi segreti iracheni "cercarono diindividuare ed arrestare
al-Zarqawi, ma senza successo".
La relazione del 2005, per altro, non fa che confermare - sempre
secondo il Rapporto del settembre 2006 - precedenti analisi della CIA
emesse prima dell'attacco all'Iraq ed in possesso dell'Amministrazione
prima dell'attacco all'Iraq (marzo 2003).
Nel giugno 2002, la CIA inquadrava così i rapporti tra Iraq
e Bin Laden: "Al contrario del tradizionale rapporto tra patrono e
cliente che l'Iraq intrattiene con i gruppi (terroristici) palestinesi
laici, i legami tra Saddam ed al-Qa'ida appaiono più simili
a quelli che intercorrono tra servizi segreti avversari,ciascuno dei
quali cerca di sfruttare l'altro per i suoi fini".
In un rapporto del 29 gennaio 2003 gli analisti della CIA concludevano
che "Saddam Husayn vedeva gli estremisti islamici operanti in Iraq come
una minaccia e che il suo regime aveva ripetutamente arrestato e fatto
condannare a morte membri appartenenti sia a gruppi Sciiti che a gruppi
Sunniti".
Inoltre lo stesso rapporto asseriva che "le nostre valutazioni dei
legami tra al-Qa'ida e l'Iraq si basano su un insieme frammentato e
contraddittoriodi rapporti, provenienti da fonti di varia
affidabilità".
Precedenti rapporti dell'intelligence USA (emessi in giugno, luglio e
settembre 2002) erano concordi nell'avanzare dubbi su un preteso
incontro a Praga tra agenti dei Servizi Segreti iracheni Muhammad
Atta, ufficialmente considerato il leader del gruppo di terroristi
autore degli attentati dell'11 settembre 2001. Tuttavia, l'8 settembre
del 2002, lo stesso Cheney tornò a sostenere in televisione,
nel corso di un popolare programma di informazione (NBC's Meet The
Press), che la CIA considerava credibile la notizia di tale incontro.
Inoltre, già nel febbraio del 2002, la DIA (Defense
Intelligence Agency) era giunta alla conclusione che fosse improbabile
che l'Iraq avesse fornito a Bin Laden qualsiasi informazione o aiuto su
armi chimiche e biologiche. Ancora un anno dopo, tuttavia, il
Presidente George W. Bush insisteva nel sostenere che l'Iraq avesse
fornito ad al-Qa'ida addestramento all'uso di armi chimiche e
biologiche.
Il vice presidente della Commissione Servizi Segreti del Senato USA, il
Democratico John Rockfeller, ha commentato la pubblicazione del
Rapporto sottolineando come l'11 settembre sia stato preso a pretesto
per giustificare la guerra in Iraq usando parole particolarmente dure,
denunciando "un flagrante fuorviare gli Stati Uniti, il suo popolo, per
prepararlo, allinearlo per - in effetti - renderlo entusiasta o fargli
credere che fosse giustificato fare guerra all'Iraq... Ritengo che
questo tipo di manipolazione non abbia precedenti nella storia
americana".
Alcuni senatori del Partito Repubblicano, membri della stessa
Commissione, per parte loro non condividono tale punto di vista. Il
senatore Kit Bond, ad esempio ha dichiarato che sostenere "che
l'amministrazione Bush abbia intenzionalmente fuorviato la nazione o
manipolato l'intelligence rappresentaun salto logico gigantesco ed
è semplicemente non provato".
Alcuni senatori Democratici hanno affermato che l'ex Direttore della
CIA, George Tenet aveva dichiarato loro, nel luglio 2002, di aver
modificato la propria posizione negativa sull'esistenza di un
collegamento tra l'Iraq e i terroristi a richiesta dei pianificatori
politici dell'Amministrazione USA .
Furono dirottati 4 aerei: due Boeing 767 schiantatisi sul
World Trade
Center e due Boeing 757 precipitati sul Pentagono e in Pennsylvania.
L'attacco provocò 2.595 morti al World Trade Center e 125
morti al Pentagono, cui vanno aggiunti gli equipaggi e i passeggeri,
inclusi i dirottatori, degli aerei utilizzati: 92 sul volo 11 e 65 sul
volo 175 (WTC), 64 sul volo 77 (Pentagono) e 45 sul volo 93,
precipitato su Shanksville, per un totale di 2986 vittime.
L'attentato rappresentò il primo attacco su vasta scala a
essere condotto con successo contro il territorio continentale degli
Stati Uniti dal 1814 (durantela Guerra Anglo Americana del 1812). Con
un numero di morti pari a quasi 3.000 persone (2.986), gli attacchi
superarono il numero di vittime causato dall'attacco giapponese
lanciato contro Pearl Harbor (nel dicembre del 1941) che
causò circa 2.400 vittime.
Nel giro di poche ore, il governo degli Stati Uniti, nella
persona di
G. W. Bush - che al momento degli attacchi, si trovava in visita presso
una scuola in Florida - incolpò per gli attacchi al-Qa'ida,
un gruppo fondamentalista islamico che aveva già rivendicato
rovinosi attacchi terroristici contro ambasciate
e altri obiettivi USA nel mondo. Tale gruppo trae le sue origini
dirette nell'ambito della guerriglia islamica finanziata ed armata dai
governi di Stati Uniti,Arabia Saudita e Pakistan, per contrastare
l'invasione sovietica in Afghanistan a partire dal 1979.
Osama Bin Laden, capo riconosciuto di al-Qa'ida, inizialmente
negò ogni suo coinvolgimento, mediante un'intervista
rilasciata a un giornale del Pakistan il 28 settembre 2001,
evidentemente nel tentativo di evitare l'invasione del paese che
l'ospitava, l'Afghanistan. Nell'ottobre 2001, in una riunione NATO
a porte chiuse, gli Stati Uniti, secondo i comunicati stampa,
mostrarono agli alleati una prova del coinvolgimento di Bin Laden negli
attentati. La prova,mai resa pubblica, convinse gli altri membri
dell'organizzazione ad applicare, per la prima volta nella storia
dell'Alleanza, l'art. 5 del trattato NATO
(secondo cui un attacco a un paese del patto atlantico è
considerato rivolto a tutta l'alleanza indistintamente). Nel dicembre
2001, in Afghanistan fu rinvenuta una videocassetta in cui era ripreso
Bin Laden che discuteva con altre persone sui risultati dell'attacco e
su come l'aveva organizzato.
Inizialmente di questo video è stata fatta circolare una
versione a bassa qualità, che ha alimentato dubbi sulla sua
autenticità. È stata diffusa anche laversione in
qualità originale, nella quale Bin Laden è
chiaramente riconoscibile .
In un videotape mandato in onda dalla TV Al Jazeera il 30 ottobre 2004,
Bin Laden ha dichiarato di avere concepito gli attentati "alle Torri"
come rispostaagli attacchi israeliani alla popolazione araba in
Palestina e Libano, a partire dall'invasione israeliana del Libano nel
1982 che, secondo Bin Laden, sarebbe
stata permessa dagli Stati Uniti e appoggiata dalla Sesta
Flotta dell'U.S. Navy stanziata nel Mar Mediterraneo Nonché
per la successiva invasione dell'Iraq,con l'uccisione di migliaia di
innocenti, ad opera di Bush Sr. (trascrizione inglese del discorso di
Bin Laden). Nuovamente il 19 gennaio 2006 al-Qa'ida,in persona del suo
leader Osama Bin Laden, ha ribadito la rivendicazione degli attentati
con un video consegnato all'emittente Al Jazeera.
Tuttavia, ancora nel settembre 2006, in almeno due diversi
documenti dell'FBI riguardanti avvisi di ricerca per Bin
Laden, il leader di al-Qa'idanon risulta ricercato per gli attentati
dell'11 settembre ma "in connessione con gli attentati del 7 agosto
1998 contro le ambasciate degli Stati Uniti di Dar es Salaam, Tanzania
e di Nairobi, Kenya. Questi attacchi hanno ucciso oltre 200 persone.
Inoltre, Bin Laden è sospettato per altri attacchi
terroristicinel mondo". L'FBI avrebbe spiegato, in un intervista,
l'omissione degli attentati dell'11 settembre nei propri avvisi di
ricerca con la carenza di "prove concrete" a propria disposizione per
ottenere l'incriminazione formale di Bin Laden anche per tali eventi .
Il sito dell'FBI, nella pagina che raccoglie l'indice dei maggiori
ricercati per terrorismo, tra i quali Bin Laden, afferma che
«Gli accusati per terrorismo in questa lista sono stati
incriminati da Grand Juries federali di diversi distretti negli Stati
Uniti per i reati riportati negli avvisi di ricerca (...). Le
imputazioni attualmente elencate negli avvisi permettono il loro
arresto e la loro consegna alla Giustizia. Future incriminazioni
potrebbero essere formulate in quanto sono in corso diverse indagini
relative ad altri attacchi terroristici come, ad esempio, quelli
dell'11 settembre 2001».
Pulitura di Ground Zero nel 2002 La motivazione per questo attacco è stata precisata da una fatwà, pubblicata da Osama bin Laden, di Ayman al-Zawahiri ,Abu Yasir Rifa'i Ahmad Taha, Shaykh Mir Hamza e Fazlur Rahman. La fatwà elenca vari «crimini e peccati commessi dagli Americani»
I messaggi affissi dai parenti delle persone scomparse Per
approfondire, vedi la voce 11 settembre 2001: dispute e controversie
sui resoconti ufficiali.
Diversi saggi, articoli e documentari sono stati dedicati da parte di
ricercatori di vari paesi per evidenziare le presunte incongruenze
sollevate dalla lettura della versione ufficiale dei fatti, ivi
compresa la dinamica esatta che avrebbe condotto al crollo delle due
Torri Gemelle.
Ad alimentare queste polemiche è soprattutto l'assenza di
chiare riprese televisive che mostrino l'aereo in avvicinamento al
Pentagono. Infatti delle decinedi filmati sequestrati dall'FBI presso
le varie telecamere di sicurezza nella zona, soltanto due sequenze sono
state rese pubbliche e sono di pessima qualità.
Recentemente si è teorizzato che lo sgretolamento dei due
grattacieli sia eccessivo rispetto ad un incendio, considerando anche
il fatto che l'incendio ha interessato i piani più alti dei
grattacieli. Si è fatta avanti l'ipotesi che la distruzione
delle torri gemelle sia dipesa da altri fattori che avrebbero distrutto
la
struttura in acciaio propagando in pochissimo tempo l'incendio e il
calore verso le fondamenta dell'edificio.
è sicuramente il film più completo ed
interessante uscito fino ad oggi sull'undici settembre. L'autore
è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne,
che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare
l'immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme
al suo
amico Korey Rowe - fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq -
un lavoro che è stato già visto, tramite Google
Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.
è il primo film italiano sugli attentati che da cinque anni a questa parte hanno cambiato il corso dellastoria.Non esiste il "complottismo", esistono solo delle risposte poco chiare da parte dei governi. Noi vogliamo soltanto chiarezza.
è il primo filmato italiano sull'11 Settembre. Anche se non è ancora nella sua versione definitiva (che sarà approntata per fine anno), è già un documento completo (32 min.), in grado di fornire un valido appoggio a chi critica la versione ufficiale dei fatti di quel giorno.
Un'eccezionale inchiesta proposta e finanziata da Jimmy Walter, uno straordinario individuo che ha dato il suo tempo, le sue ricerche e i SUOI SOLDI per lavorare in una positiva e significativa causa: rimettere in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell'11 settembre 2001. Questo coraggioso documentario, finalmente sottotitolato in italiano, getta una nuova luce sui drammatici eventi che sono seguiti a quel drammatico giorno e pone nuove ma evidenti domande a cui le fonti ufficiali e i media non hanno mai prestato troppa attenzione.