
I
Catalano-Aragonesi sbarcarono in Sardegna, vincono la Repubblica di
Pisa e danno forma al primo "Regno di Sardegna". Pietro il Cerimonioso
costituisce a Calari il primo parlamento che,con il trascorrere dei
secoli e della storia,diverrà poi l'attuale parlamento
italiano.
Il 30 maggio 1323,
l'esercito
aragonese sbarcò a Palma di S. Giovanni Suergiu al comando
di
Alfonso, primogenito del Re Giacomo II. Dopo un assedio fu espugnata
Villa di Chiesa (Iglesias), erano passati sette mesi dallo sbarco. Il
Comune di Sassari si affrettò intanto a schierarsi dalla
parte
degli aragonesi per convenienza, non certo per ideali e non possiamo
certo biasimare questo atteggiamento; chi è più
forte ha
sempre ragione ed è meglio averlo amico che nemico. Gli
aragonesi, dopo aver espugnato Villa di Chiesa, assediarono
Castel di Castro di Calari ponendo il quartier generale sul colle di
Bonaria, schierando l'esercito in linea verso Quartu. I pisani, quasi
di
sorpresa, fecero sbarcare un esercito nei pressi della spiaggia
prospiciente l'abitato di Capoterra, che a tappe forzate si diresse
verso Calari, costeggiando lo Stagno di S. Gilla. L'esercito aragonese
si mosse andando incontro a quello pisano. Lo scontro, in campo aperto,
avvenne presso l'odierno abitato di Elmas in località
Lutocisterna e finì con la vittoria degli aragonesi che
nello
stesso tempo avevano distrutto le navi pisane nelle acque prospicienti
il Castello di Calari.
Ai Pisani non rimase
altro che firmare
una pace con la quale cedevano tutti i territori del cagliaritano e
della Gallura tenendo solo Castrum Calari. Era il 17 Giugno 1324 e il
Regno di Sardegna prendeva corpo. Il Regno era formato
dei territori dell'ex giudicato di Calari e di Gallura e dall'enclave
del comune di Sassari.
Gli Arborea, come detto
precedentemente, sconfitti i pisani e dichiaratisi vassalli di Aragona,
per 25 anni accettarono la situazione per poi passare allo stato di
guerra, decisa regolarmente della "Corona De Logu" (Parlamento). Quale
fu il motivo scatenante dello stato di guerra non si è mai
saputo, Aragona non aveva motivo di minacciare un suo vassallo,
né convenienza ad affrontare una guerra così
presto. Se
ne desume che il giudicato D'Arborea volesse scrollarsi di dosso "lo
straniero" e appropriarsi delle terre per porle sotto il suo
dominio diretto. Era il 1353 e Mariano IV, a capo di un esercito mosse
verso il sud dell'isola, sconfiggendo presso Decimo Gherardo della
Gherardesca, vassallo del Re d'Aragona e puntando verso Castrum Calari
dove però fu fermato e costretto a ritirarsi verso Sanluri.
A
Nord Mariano IV alleato ai Doria conquistò Alghero per poi
porre
l'assedio a Sassari. Dopo l'intervento di una spedizione aragonese,
si giunse alla pace di Sanluri, l'11 luglio 1355 e la Sardegna ebbe un
periodo di pace. La partita si riaprirà più
tardi, per
giungere al 1392 quando tutta la Sardegna, ad eccezione di Alghero e
Castel di Cagliari,
passò sotto il Giudicato di Arborea.
Si arrivò
così al 1409
quando i catalani, sconfitta per mare una flottiglia di navi genovesi
che portavano aiuti al Giudicato D'Arborea, distrussero l'esercito
Giudicale presso Sanluri e più tardi conquistarono Oristano
che,
arrendendosi, consegnò automaticamente nelle mani degli
iberici
tutti i territori giudicali tradizionali intorno ad Oristano; era il 29
marzo 1410.
Il giudicato di Arborea
sopravvisse,
con le curatorie del Nord e centrali. Dopo tentativi di rivincita degli
arborensi, che riuscirono perfino a minacciare Alghero e Oristano.
Guglielmo III di Narbona-Bas barattò, col Re
d'Aragona Ferdinando I, la cessione venale dei suoi diritti di Giudice
e conseguentemente dei territori già arborensi.
La somma pattuita di
100.000 fiorini
fu versata e così finì ingloriosamente il
Giudicato di
Arborea e con esso la speranza di libertà di tutti i sardi
che
definitivamente furono soggetti agli aragonesi; era l'anno del Signore
1420